Ragnatele
23 mag 2012 Lascia un commento
in Internet
Sì, a volte capitano anche quelle. Talmente fitte e numerose da sembrare impossibile anche solo l’idea di spazzarle via.
Non so come sia successo, ma so di dover essere sincera. Sarà per il tempo che manca, un pò per la voglia, un pò perché semplicemente si è talmente assorbiti da altro che, semplicemente, ci si dimentica di ciò che un tempo si voleva rendere importante, nel mio caso il blog.
L’ho aperto quando iniziai a lavorare per un’agenzia di comunicazione, e all’epoca ero veramente intenzionata a portarlo avanti. Poi lo stage è finito, per un poco ho continuato anche il blog e poi l’ho lasciato scivolare nel dimenticatoio, triste e abbandonato. Fino ad oggi. Non so se continuerò a parlare “solamente” della comunicazione via web, credo ci possano essere altre cose di cui vale la pena soffermarsi.
E se ciò sarà un valido motivo per ricominciare a scrivere di più ben venga.
Il delicato equilibrio della comunicazione online
05 gen 2011 4 commenti
in Internet
Non sono sparita, anche se potrebbe sembrare. In effetti non scrivo da parecchio, ma non voglio abbandonare il blog come ho fatto con altri. Non questo.
Mi piace molto scrivere ma a volte ci si imbatte in momenti di stallo in cui non si ha voglia di fare niente, solo di pensare e di capire cosa veramente si vuole. In parte è anche colpa della mia inguaribile pigrizia che, ahimè, torna a opprimermi con un dolce peso che faccio fatica a scrollarmi da dosso se non con una più che ottima dose di volontà. Per fortuna la mia presenza on line sui siti che frequento è ancora molto buona, e questo mi dà sempre buoni spunti per discussioni più o meno interessanti.
Faccio parte dello staff della community di un gdr che frequento da quasi tre anni e sono onorata del lavoro che lì svolgo. E mai come in questi momenti mi accorgo che una buona comunicazione è fondamentale per ridurre il più possibile il rischio di fraintendimenti laddove non ci si può guardare in faccia o ascoltare il tono della voce per capire lo stato d’animo delle persone. Un saggio e coerente utilizzo delle emoticons, bistrattate da molti ma certamente utili per far fronte ai rischi di cui sopra, è un buon rimedio ma non basta. Bisogna mettersi nei panni di chi si trova dall’altra parte dello schermo, coscienti del fatto che si tratta di una persona, con un proprio modo di pensare e di intendere che può essere anche molto diverso dal nostro.
Io mi sono sempre reputata una buona comunicatrice, molto pacata e delicata nel dire ciò che si deve senza provocare sentimenti di astio o di fastidio, specie quando il mio dovere di guardiana degli illeciti del gdr mi spinge a dover dire qualcosa che potrebbe dar fastidio al mio destinatario. Nonostante i modi pacati, l’altro potrebbe rimanerci male lo stesso e non si può far niente per evitarlo. Col tempo e oggi in particolare ho capito che è una cosa normale, nonostante io tenda sempre a sentirmi in colpa quando questo succede. L’importante però, e su questo non si transige, é essere sempre educati al massimo e portare rispetto, evitando possibilmente di rispondere a tono se si vogliono evitare i flame. Mi rendo conto, però, che se si vuole portare avanti una discussione pacata, almeno uno dei due “contendenti” deve esser disposto a far da moderatore, anche se in realtà vorrebbe rispondere per le rime, ma naturalmente dipende dal fine a cui quello scambio di idee deve arrivare. E può non essere semplice.
Un’azienda seria parla chiaro
18 ott 2010 4 commenti
in Internet
Se è vero che nel marketing tradizionale il prodotto è incentrato sul cliente, su internet è vero ancora di più.
Purtroppo in Italia, nonostante tutti i passi avanti, è ancora molto presente la paura della fregatura online, sia che si tratti semplicemente di comprare che di ricerca di un lavoro. Ecco perché la trasparenza è indispensabile, secondo me, quando si opera nel delicato campo della rete.
La ricerca di informazioni è la cosa per cui internet viene più utilizzato, soprattutto quando esistono siti come http://www.ciao.it, che ti permette di leggere le recensioni degli utenti su un prodotto o servizio da loro provato.
L’utente della rete si fida delle persone come lui, che hanno i suoi stessi dubbi, che sono in qualche modo imparziali. Perché non dovrei dire che un hamburger surgelato fa schifo se è la verità? Io stessa, che pur navigo da molti anni e non sono certo una novellina del “mondo di internet”, faccio fatica a fidarmi di ogni cosa che leggo sulla rete, dove, si sa, circola di tutto.
Se poi leggo che la fan page Facebook di un sito nato da poco che cerca nuovi collaboratori per un progetto online:
- non dà nessuna notizia pratica di come si svolgerà il lavoro
- assicura il chiarimento dopo che hai sborsato una cifra per un “pranzo tutti insieme”
- promette altissimi guadagni con poco sforzo
- non opera alcun tipo di moderazione, per cui è semplicissimo che chi semplicemente chiede maggiori informazioni viene insultato
- mi mette un orrore (non errore) di grammatica proprio sul banner del brand
Allora permettetemi di rimanere un poco basita.
Perdere la reputazione sul web è facilissimo, soprattutto se una marca è nuova e non ha ancora acquisito la fiducia data (anche) dalla presenza e dall’esperienza: basta che una sola persona ne parli male che si innesca il circolo vizioso del dubbio. Io sono disposta a fidarmi, ma datemene la possibilità.
Alla luce di quanto detto, dunque: è così difficile parlare chiaro fin dall’inizio, evitando così il pericolo che la gente dica di te ciò che vuole?
Un forum privato è di tutti?
09 ott 2010 2 commenti
in Internet
Ieri sera ho appreso una brutta notizia: uno dei forum a me più cari ha deciso di chiudere i battenti dopo quasi 10 anni di presenza sul web. Un forum grandissimo, interessante, vivo, con nuovi utenti che si iscrivevano ogni giorno.
I motivi sono diversi e complessi ma si possono riassumere dicendo che ormai il forum non rispecchiava più la mentalità di chi l’aveva creato. E quindi chiudere era la cosa migliore da fare.
Naturalmente tutti gli utenti ci sono rimasti malissimo, diversi hanno aggredito l’admin dicendo che non era giusto, che anche se quel forum era nato come una sorta di “casa privata con ospiti (=gli utenti)”, per il solo fatto che viene condiviso da tutti gli altri iscritti non diventa più una cosa soltanto propria, ma della comunità.
Mi chiedo se sia vero: la mia parte egoistica, che è rimasta su quello spazio per 5 anni e mezzo, tende a dare ragione a coloro che si sono ribellati. Poi però penso che anche per l’admin non è stata una decisione presa a cuor leggero.
Quello che mi chiedo è: un forum in quanto tale è creato dagli utenti, coloro che lo frequentano, lo colorano, gli danno vita e spendono tempo prezioso per aggiornarlo e farlo diventare uno spazio piacevole per tutti. E’ giusto che questo spazio poi gli venga tolto per la decisione di uno solo, pure se questo uno è il padrone?
Un forum non è un blog nè un sito, non è qualcosa che appartiene solo al suo creatore: è una community.
E quindi, un forum privato a chi appartiene veramente?
Gioie e dolori dell’informazione online
05 ott 2010 Lascia un commento
in Internet
Ovvero, come dare un minimo di ordine alle vostre letture
E’ vero, inutile girarci sopra, e me ne sto rendendo conto ora più che mai. E’ il grande pregio e il grande difetto dell’ipertesto: cominci a leggere un’articolo ben fatto, compare un link altrettanto interessante e lo clicchi (magari aprendolo in una scheda o in una pagina a parte). Poi vedi che a sua volta quel link conduce ad altri che hai voglia di leggere e così la prima pagina comincia a essere dimenticata e ti perdi in un mare di finestre. Quante volte vi è mai capitato?
Poi magari scopri che non ce la fai a leggere tutto subito e quindi salvi l’articolo tra i preferiti o usi altri metodi per fare in modo da studiartelo poi con più calma.
Certo, da una parte è utile sapere di poter contare su molte informazioni sempre a portata di mano, dall’altra si rischia di frammentare troppo le conoscenze e di non riuscire a focalizzarsi sull’argomento che interessa davvero. Si salta da una parte all’altra, spesso divagando, e trovandosi alla fine con una marea di notizie più o meno buone. Alcune da archiviare per una più lenta consultazione, altre da scartare.
Io è da un pò di tempo che uso Evernote, una sorta di blocconote virtuale molto facile da installare e da usare e che permette con un semplice clic di catturare e conservare documenti, note e appunti, sia sul proprio hard disk che su uno spazio privato online, consultabile quindi da qualunque postazione. E’ una buona idea in caso ci si trovi fuori di casa, magari da un internet point e su qualunque altro dispositivo e si voglia salvare la pagina per leggersela poi a casa con più calma. Oppure semplicemente per salvare quello che non si vuole perdere.
Il mio “piccolo” spazio su evernote, purtroppo o per fortuna, si ingrandisce sempre di più, ma almeno so che le cose che ho salvato sono lì e che posso accedervi quando voglio.
E voi quale metodo di archiviazione usate?
Come sopravvivere senza una scarpa…
26 ago 2010 2 commenti
in Sfoghi
Stamattina, appena arrivata in ufficio, mi si è staccata una parte dell’infradito destro, col risultato che ora cammino come un bradipo ubriaco. Davanti alla scrivania ovviamente non mi dà fastidio (a parte quando devo alzarmi), ma prima o poi dovrò pur affrontare un tragitto relativamente lungo per tornare a casa, e, possibilmente, senza far ridere mezza Roma. Considerato che un pochino riesco a camuffare la situazione, mi si sono saltate in mente svariate idee, più o meno intelligenti (il famoso neurone di cui parlavo qualche post fa è ancora in ferie).
1) Rimanere chiusa in ufficio durante tutta l’ora di pausa, rinunciando al saltino al bar o al market a prendere qualche schifezzuola da sgranocchiare (come si fa a stare senza? u_u).
2) Scendere almeno quel tanto che basta per giungere al suddetto supermercato e accaparrarsi con nonchalaces quanto serve.
3) Andare fino alla stazione con l’autobus e comprare un altro paio di scarpe.
Alla fine, complice l’edicola chiusa e quindi l’impossibilità di comprare il biglietto per Termini, ho optato per la seconda soluzione.
Non so come riuscirò a tornare a casa (dite che in ufficio posso camminare scalza? u_u ) ma almeno ho i dolcetti freschi al cocco. XD
Indipendenza
05 ago 2010 Lascia un commento
in Sfoghi
Più passa il tempo e più divento insofferente a stare a casa dei miei.
Odio i litigi e l’aria che si respira. A una certa età e coi genitori anziani andarsene da casa definitivamente diventa vitale. Io non capisco quelli che, pur avendo uno stipendio e pur potendosi permettere di abitare da soli, scelgono di restare nella famiglia di origine.
Non vedo l’ora di tornare a Roma, col terrore però che prima o poi potrei lasciarla per rientrare in gabbia.
Non riesco a sopportarne neanche l’idea.
Soldi
04 ago 2010 4 commenti
in Sfoghi


Quando mi iscrissi alla facoltà di scienze della comunicazione (nel lontano ’98), internet occupava solo una fetta piccolo-media della mie giornate, avendo avuto la mia prima connessione neanche un anno prima, e quindi a circa 17 anni.
